lunedì 31 dicembre 2012

2012

I riccioli bianchi E la distanza dai tuoi occhi.
I riccioli bianchi 
E la distanza dai tuoi occhi. 
Il mio maestro che mi ruba le mani 
Il mi bemolle 
La settima di dominante e il lago di Piediluco 
Quella notte a Roma e il neon rosa 
Le urla e il diazepam 
I ricci scomposti di chi mi portava con sé 
Il blu dei tuoi occhi 
Il blu del mio vestito che scivolava a terra
 Le onde del mare dentro i tuoi occhi 
Chi m’ha sorriso per la prima volta come se mi conoscesse da sempre 
Parole e scuse 
La mia Tommy che non è tornata 
La mia amica Anna che se n’è andata… 
I miei batuffoli nuovi 
Qualcosa è cambiato 
Qualcosa è rimasto tragicamente lo stesso 
Qualcosa è rimasto meravigliosamente uguale.

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lunedì 15 ottobre 2012

Il peso delle parole

Un solitario non ha valore se non accompagnato dalle due parole che gli conferiscono quella dignità che fa di lui il "per sempre".



 Noto negli ultimi tempi una demonizzazione della parola, un considerarla alla stregua della pioggerellina estiva, qualcosa di breve durata e ancor più breve densità. La parola viene sostituita dai gesti, nella fuorviante convinzione che essi siano più pregni di significato, più autentici, più atti a rappresentare ciò che non siamo in grado o non vogliamo esprimere. I detrattori della parola affermano che essa può anche non essere sincera, e devo dar atto di questo. Ma l'eventuale mancanza di sincerità è facilmente dimostrabile e ha i suoi lati positivi: puoi dare del bugiardo a chi ti ha mentito con le parole. Ma come dare del bugiardo a chi ti ha mentito con i gesti?
"Con me avrai fatti, non parole!" mi fu detto di recente. Ma i "fatti" non sono mai univoci, lasciano il campo a una miriade di interpretazioni. Sono un modo per schermare le proprie intenzioni, per lasciarle volutamente sul vago ciò che invece le parole metterebbero letteralmente nero su bianco. Perchè le parole sono qualcosa su cui non si può tornare indietro, una volta pronunciate. Sono qualcosa che non puoi sperare, una volta scagliate, che manchino il bersaglio. In un impeto di ira puoi lanciare un sasso o una parola. Il primo ha la possibilità di sbagliare traiettoria, e anche qualndo riuscisse a colpire i lividi sparirebbero dopo qualche giorno. Quelli lasciati dalla parola no. Nessuno ricorda il singolo scappellotto ricevuto da bambini. Ma chi ha dimenticato le parole che ci hanno ferito? Te le porti addosso come un indelebile marchio a fuoco. La parola fa paura per questo. Perchè è indelebile. Molto più dei gesti. E il fatto che si tenti di portarla nell'esilio dell'inutilità è data proprio da questa paura. Ci vuol più coraggio a dire qualcosa che a fare un gesto. Un solitario non ha valore se non accompagnato dalle due parole che gli conferiscono quella dignità che fa di lui il "per sempre". E la cosa buffa è che, mentre nel mondo reale la parola sembrerebbe essere destinata a un oblio sempre più marcato, essa risorge nel mondo virtuale e lì trova la sua santificazione ela riconquista della sua dignità. Cosa sono i social network se non i templi della parola? Anche se le parole sono spesso di altri, esse servono ad esprimere i moti profondi o meno di chi le utilizza, sono un segno distintivo dell'esserci. Nelle chat tutto è affidato ad esse, e il numero sempre crescente di coppie che vengono formandosi attraverso tali canali esprime chiaramente qual è il potere che esse hanno nel favorire i legami. Non per nulla quello di cui più spesso ci si lamenta è la mancanza di comunicazione. E non ritengo ci si riferisca alla comunicazione non verbale. Vi è una certa vigliaccheria nel sostenere che le parole non contano. Lo sostiene chi ha paura di pronunciarle, chi sa che da esse non si può tornare indietro, chi si rende conto che solo le parole possono dare il vero senso ai nostri gesti. I Cristiani chiamano "Parola" il corpus di scritti sui quali si basa la loro religione. E per una visione dell'Ebraismo colui che conosceva il nome di Dio sarebbe stato in grado di acquisire poteri che lo ponevano quasi sullo stesso piano della Parola che pronunciava. Le Parole sono importanti. Rinunciare ad esse nella vaga speranza che qualche gesto possa sostituirle è una pia illusione. E sarebbe bene convincersene. Leggi tutto...

sabato 8 settembre 2012

La enfermedad

Vedi, lei è come una malattia. Lei È una malattia. Ti entra immediatamente nel sangue, con la stessa facilità con cui un batterio attraversa una ferita aperta...


  Vedi, lei è come una malattia. Lei È una malattia. Ti entra immediatamente nel sangue, con la stessa facilità con cui un batterio attraversa una ferita aperta. Da lì si diffonde ovunque. Le tue labbra diventano secche, il respiro si fa più corto, hai quasi la sensazione che i tuoi polmoni non siano più in grado di trattenere ossigeno… la febbre sale, ti tremano le mani e inizi a sudare. Ma poi… poi arriva al cervello e inizi il tuo delirio febbricitante nel quale non sai più né chi sei né cosa stai facendo. E la tua follia ti fa credere che l’unico antidoto sia il virus stesso, ti crea dipendenza, non puoi far altro che continuare a d assumerla e più ne hai più senti la necessità, impellente, di averne ancora. E no, non illuderti di poter mai guarire. La allontani facendo violenza a te stesso, ti aggrappi a tutti i tuoi pensieri razionali e credi che il tuo organismo abbia finalmente formato gli anticorpi. Poi ti basta rivedere anche solo l’incavo delle sue ginocchia o ritrovare, distrattamente perso nella tua stanza, uno dei suoi capelli perché la febbre torni a salire e tu riprenda a delirare. Non c’è cura amico mio, non può esserci. Sei malato di lei e di lei morirai. E ciò che ti rende folle è il sapere che non vi è altro modo nel quale vuoi morire se non di quel miele avvelenato che stilla dalle sue labbra
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mercoledì 1 agosto 2012

THE HOLE


Sei davvero rimasta
in quel dannato bozzolo finora?

NEL BOZZOLO

Sei davvero rimasta
in quel dannato bozzolo finora?
Mentre le formiche in fila
si dirigevano obbedienti e schierate
ai loro luoghi si sfruttamento,
mentre gli alti dirigenti
consumavano i loro caffè
coi capelli impomatati,
mentre tutta la gente soddisfatta che conosci
andava a occupare scrivanie che dice di odiare
sei rimasta veramente dentro quel bozzolo?
Alzati e prendi la tua medicina
è ora di dare il tuo contributo al mondo.
Consumare due pacchetti di sigarette per noia è un buon inizio
lo stato ti ringrazia
e auspica siano tutti bravi cittadini come te
ai quali non è tenuto a dar nulla

MAMMA

La tua mamma ti vuol bene
oh si, la tua mamma ti vuole molto bene
ha rinunciato a tutto per te
e tu hai riempito la casa di quadretti
e continui a farle del male
la biancheria è più pesante ogni giorno
forse se ti togliessi dalle palle sarebbe un buon inizio
ma non temere
la tua mamma ti vuole molto bene
non avrà mai il nipotino che sognava
ma cosa vuoi che sia
al confronto di avere un fottuto genio in casa
che sa solo blaterare cose incomprensibili?

RISVEGLIO

Andate tutti a farvi bruciare,
sciocchi mendicanti venditori di fumo
credete davvero che possa cascarci?
Impiccatevi alle vostre promesse
e lasciatemi in pace.

LA TUA AMICA ANA

La tua amica Ana ti vuol bene
la tua amica Ana tiene a te
è l'unica che non vede ciò che sembri
ma ciò che sei
lei sa che non vali granché ma può aiutarti
lei può trasformarti da talpa in libellula
Vuoi davvero che continuino a ridere di te?
Vuoi che continuino a guardarti con quegli occhi pietosi
mentre le scimmie al loro fianco
continuano ad accavallare le gambe
e a fare attenzione che il mascara non sbavi?
Ascolta la tua amica Ana.
La tua amica Ana ti porterà lontano
la tua amica Ana le annienterà tutte
e lei non ha paura di nulla
non c'è ginocchio rotto che possa fermarla
può persino rompere la tua boccetta di diazepam
senza che te ne accorga
la tua amica Ana è onnipotente
credi a lei e il mondo sarà tuo.

I MANGIATORI DI CADAVERI

Noi potevamo darti tutto
avresti uno stipendio
da portare a casa
un marito al quale lavare i panni
al quale non importa nulla
se sei felice o no
saresti una persona rispettabile adesso
tua madre sarebbe fiera di te
in fondo cos'erano le idee e i sogni
rispetto a quello che potevamo darti noi?
Dovevi solo star zitta e darci ragione
smetterla con quell'insana ossessione
di scrivere
tanto non ti porterà mai a nulla
sei convinta davvero che qualcuno ti ammiri per questo?
Sei ridicola da quella parte del fiume
lì non si pesca nulla
i salmoni più belli vengono dalla nostra parte
dovevi solo evitare quella ridicola nuotata
e avresti i cesti pieni anche tu
non sappiamo moltiplicarli come Lui
ma siamo bravissimi a dividerli
in modo che a chi pesca ne tocchino solo le lische.
È troppo tardi per tornare
dovevi star zitta tanto tempo fa

NON ESSERE ALL'ALTEZZA

Noi ti odiamo solo perché sei straniera
o forse per invidia
ma non importa
ci riusciremo benissimo
a farti crollare da sopra quei tacchi che ti costringeremo a portare
riusciremo benissimo a farti credere
di non essere all'altezza
all'inizio ci sputerai
ma poi diventeremo così tanti
che riusciremo a sbatterti con le spalle al muro
e finalmente potremo bruciarti.
Organizzeremo una grande festa in piazza
e saremo lì tutti intorno a te
a dirti che vali solo come passatempo
che sei solo un'illusa
oh, noi lo sapevamo da tanto, tantissimo tempo
e non temere
non ci sarà nessuno stavolta
che terrà la bocca chiusa
e quando ti avremo bruciata per benino
avremo anche la cortesia
di visitare le tue ceneri
dicendo che ci dispiace.

BRUCIA LA STREGA!

Avete sentito?
Bruciano la strega, la bruciano oggi.
Dovrebbero bruciarne più spesso,
così tutti imparerebbero
che non si può fumare per la strada
che non si possono avere pareri discordanti
da quelli del tuo legittimo uomo
che non puoi fargli fare quelle figure in piazza
mentre affermi che lui ha torto
che se sei una sporca comunista devi tenertelo per te
vorrai mica bruciargli il consenso elettorale?
Brucia, brucia la strega.
Lì sopra costruiremo un bel monumento
per ricordare a tutti
che non si può essere diversi senza diventare cenere.

L'ASSENZIO

Oh tesoro
vieni a letto con me
ti darò dieci secondi
di falso piacere
ma in cambio potrò vantarmene per mesi.
Piccola, perchè non vuoi venire con me?
Ti darò l'assenzio e ti dirò che sei bella se proprio ci tieni
per favore,
ne ho bisogno per vantarmi coi miei amici
tu invece
tu non dire niente
se lo sa mia moglie
mi toccherà tenere la patta chiusa per chissà quanti mesi
ma davvero non capisci quanto sia importante
che non si sappia in giro?
Ma davvero non capisci che non posso salutarti in pubblico?
Lo sai che ti trovo bella.
Ma in giro devo dire che non lo sei.
Su piccola, che ti costerà mai?
Il mio narcisismo ne ha bisogno.



SCAVANDO IL BUCO

Dovevi scegliere un posto migliore
e non farlo sotto gli occhi di tutti.
Cosa volevi dimostrare?
Dove vuoi che arrivi, al centro della terra?
È abbastanza profondo perché tu ti ci possa tumulare dentro.
Dici che ti boicottano e che lo riempiono ogni volta che ti distrai?
Ma certo tesoro.
Non puoi restare nel buco.
Altrimenti noi con chi ce la prenderemo?
Come faremo a dirti quanto hai fallito se sei a metri e metri di profondità?
Smettila di scavare quel dannato buco.
Altrimenti non potremo più farti promesse
che non abbiamo intenzione di mantenere
non potremo dirti che ti amiamo
quando la nostra unica speranza è che tu sia
una fottuta lesbica con un'amica compiacente
non potremo far finta che tu sia brava
ogni volta che ci serve un favore da te.
Tesoro, non renderci la vita difficile.
Come facciamo a fotterti se stai lì sotto?


Datemi quella maledetta pala
e toglietevi dalle palle.


Amore, tu non puoi restare lì sotto.
La tua mamma non ne sarebbe felice.

LE VOCI NELLA TESTA


Non hai ancora finito di scavare?
La tua amica Ana ne sarà molto delusa.
Scava quel fottuto buco.
Scava quel fottuto buco e non osare uscirne
finché non sei perfetta.
Gli altri non lo sono?
E quindi non è un tuo problema?
Sbagliato, my darling.
È un tuo problema due volte.
Perché se gli altri non lo sono
e nonostante questo riescono
vuol dire solo che non hai speranze.
Ma se non è così vuol dire che non ti impegni abbastanza.

COS'HAI FATTO OGGI?

Cos'hai fatto oggi?
Cos'hai fatto oggi
a parte aggiungere stupidi file
che non interessano a nessuno
e inseguire palline colorate e contadini?
Sei veramente persuasa che noi possiamo perdonarti?

NON GUARDATEMI.

Piantatela di guardarmi.
Dovevate guardarmi prima non adesso.
Smettete di piantarmi i vostri occhi addosso.
Ogni sguardo è una palata di terra.
Non guardatemi.
Non guardatemi.

LE VOCI NELLA TESTA II

Hai ucciso la tua amica Ana.
Ora non potrà più aiutarti.
Sai che vuol dire, vero?
Vuol dire che la tua mamma piangerà,
che per strada ti prenderanno in giro
che rideranno di te
senza avere la decenza che tu ti sia allontanata.
Scava quel dannato buco e impiccatici dentro.
Non vale la pena rompere un ramo
per farci pendere il tuo cadavere.

NON POTETE ENTRARE QUA DENTRO

Non potete entrare qua dentro
Non potete entrare qua dentro
Non potete entrare qua dentro

IL MURO


Potevi costruire un muro.
Sarebbe stato più gradevole
magari qualcuno vi avrebbe scritto sopra
che ama di bene qualcuna
di cui si dimenticherà l'estate prossima.
Potevi costruire un muro
almeno sarebbe servito ad appoggiarci i motorini sopra
e a farci rimbalzare le pietre.
Cos'è sta fossa che stai scavando?
Tu non ti rendi conto di quanto tu sia ridicola, vero?
Perché vuoi buttarci tutti fuori
dalla tua insulsa vita?
Riempite quella fossa.
Non importa con cosa.
È un insulso al nostro senso estetico.
Abbiamo bisogno che tu stia fuori.
Ne abbiamo bisogno per sentirci migliori di te.
Se sparisci come facciamo a sapere
cosa stai facendo lì sotto?
Come facciamo a dirti che stai sbagliando
se la nostra voce non ti raggiunge?
Esci da quel dannato buco
ti porteremo a una sfilata di bellezze eccezionali
tu le guarderai e poi starai male
e rimpiangerai la tua amica che t'aveva aiutata
e che tu hai ucciso.
Esci da quel buco, maledizione.
Altrimenti come facciamo a convincerti
che è tutta colpa tua?

IL BUCO

Dal fondo della notte
le civette cantano presagi di sventure.
Il mondo ti si avvolge intorno
ma tu non puoi dormire.
Qualcuno passa e ti lancia
qualcosa da mangiare.
I più passano per uno sguardo curioso
e vanno via in cerca di qualcosa di più semplice.
Non si può buttare il tuo cuore
nel pozzo
di una pazza visionaria.




22/02/2011
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sabato 30 giugno 2012

La via dell'Amore (nuovi frammenti di consapevolezza)

Ciò che dovete perseguire ad ogni costo è la via dell’Amore. Non vi sono altre strade possibili per la vostra realizzazione, né per fare in modo che il mondo abbia finalmente a vivere in pace. Un estratto dall'ultimo lavoro. Preparatevi a scardinare le vostre convinzioni sul mondo e sulla vostra anima. 


Ciò che dovete perseguire ad ogni costo è la via dell’Amore. Non vi sono altre strade possibili per la vostra realizzazione, né per fare in modo che il mondo abbia finalmente a vivere in pace. 
Amate incondizionatamente, ogni filo d’erba, ogni formica, ogni essere che incontrate. E nell’amarlo tenete presente che in esso il divino che permea l’universo ha trovato la sua piena realizzazione, così come l’ha trovata in voi. Sul piano materiale siete la stessa cosa. Non vi è differenza tra voi, il delfino, il sole o l’omicida. Siete la stessa cosa. 
Negando Amore a qualcuno voi lo state negando a voi stessi. Quando vi renderete conto che voi stessi vi siete negati l’Amore scoprirete quanto fosse folle il pretendere che questo venisse da altri. Chi potrebbe amarvi più di voi stessi? Vostra madre? È possibile, ma ella vi ama più di se stessa appunto perché per lei non siete nulla di diverso da se stessa. E quindi amandovi ama l’oggetto che è frutto del suo essere. In ultima analisi ama la parte di sé che vede riflessa in voi. Non vi sono altre forze che regolano il mondo a parte l’Amore e il suo diretto contrario, l’Odio. Tuttavia quest’ultimo è molto meno forte e molto spesso altro non è che una forma distorta del primo. Lo vedremo in seguito. 
Ma come si fa ad amare incondizionatamente? Questo secolo non sembra esser diverso dai precedenti, e la natura umana non sembra essere migliorata. Sono tuttavia persuasa che le brutture trovino più eco della bellezza, e che quindi questa visione della natura umana come egoistica e crudele sia frutto solo di prospettive di visione sbagliate. Immagino possano esservi rarissime malattie o menomazioni cerebrali che rendano gli esseri incapaci di amare. Tuttavia, qualora ci fossero, rappresenterebbero una percentuale così bassa da non inficiare la tesi iniziale se non come semplici casi che sfuggono alla media. 
Ogni individuo nasce con una spinta all’Amore irrefrenabile. I neonati hanno bisogno di sentire di essere amati a tal punto che secondo gli scienziati morirebbero se non ricevessero tale tipo di affetto. Credo che nessuno possa inoltre negare il profondo amore che provano i neonati nei confronti delle proprie madri. La letteratura della psicologia dello sviluppo riporta il caso di un bimbo nato con gli incisivi superiori che mangiava pochissimo perché si rendeva conto di far male alla mamma. Se dunque tutti gli individui nascono con tale immenso potenziale d’amore cos’è a trasformarli poi in esseri che rifiutano quella che in ultima istanza sembra essere la loro natura? Nel corso della mia vita ho incontrato migliaia di persone e mi sono resa conto che vi è una forza così potente da riuscire ad influenzare e impoverire anche intere vite. 
Questa forza si chiama paura ed è l’ingrediente essenziale di tutte le manifestazioni umane che sembrano andare contro la naturale propensione dettata dall’essere Amore. L’invidia, la gelosia, il tradimento di amici ed ideali, tutto scaturisce da essa. È una forza molto potente perché riesce a distorcere l’immagine che hai di te stesso e a farti reagire perché rientri in canoni socialmente accettabili.
L’unico modo per combattere la paura è accettarla. Dirle: “so che sei qui, fai parte del mio essere e ti accetto. Mi prendo cura di te”. La paura adora chi la combatte. Conosce mille strategie per moltiplicarsi e creare fantasmi visibili solo a te che ti sussurrano ogni attimo che sei sbagliato, che non stai facendo la cosa giusta. Ma la paura è vigliacca, si nutre delle ansie che crea in una spirale chiusa. L’unico modo per sconfiggerla è non negarla. 


L’AMORE PER SE STESSI 
L’Amore per se stessi è la base fondamentale perché si possano amare tutti gli individui. Gesù lo disse chiaramente: ama il tuo prossimo come te stesso. Se io non amo me stesso come potranno mai farlo gli altri? Se immerso fino al collo nelle mie paure rifiuto di donare Amore a me stesso posso ragionevolmente pretendere di donare agli altri questo Amore ingabbiato? O pretendere che altri mi donino il loro? 
Questi individui sono forse tra i più difficili con i quali relazionarsi. La paura dice loro che chiunque li avvicini voglia trarne in qualche modo profitto. È un lavoro molto lento e paziente quello che li porterà a convincersi che possono essere amati per loro stessi. Se incontrate questi individui sappiate che vi rifiuteranno a priori. La loro mente non riesce a concepire qualcuno che dona loro qualcosa senza averne ricompensa. Tuttavia sono persuasa che sono gli individui che hanno più bisogno di essere amati. Non amando loro stessi non riescono a concepire come qualcun altro possa farlo. E quindi hanno bisogno di qualcuno che mostri loro come sia possibile amare qualcuno semplicemente perché è. Al di là di cosa egli sia. 
Ma come si fa ad amare se stessi? Non dobbiamo innamorarci della nostra immagine o delle nostre capacità. Questi sono elementi che sicuramente accrescono la nostra autostima ma dobbiamo stare attenti a non identificarci con essi. Sono elementi casuali. Se ho un aspetto piacevole sarà senz’altro qualcosa di cui gioire ma non devo considerarlo un elemento imprescindibile della mia bellezza. 
Come scrisse Shantideva il mio corpo sarà presto alimento per i vermi. Perché curarmene? 
Dobbiamo amare la parte divina che è in noi. Ognuno di noi è importante e ha la stessa dignità di chiunque altro. Non esistono persone più degne. Al limite persone che si sono impegnate maggiormente nell’esaltare gli aspetti positivi del proprio essere. Quando ti rendi conto di possedere una dignità che non può esserti tolta da nulla di esterno a te la visione del mondo cambia completamente. Quella furia chiamata paura si dissolve e anche quando getta i suoi semi trova nuda roccia ad accoglierli. 
Negare la propria dignità è come permettere alla paura di gettare i suoi semi in un campo arato. A quel punto dovrai impegnarti a sradicarli una volta cresciuti. Sei un essere dignitoso. Un essere dignitoso non permette agli altri di trattarlo nel modo in cui non vorrebbe. O se lo fa è perfettamente consapevole di farlo, e lo fa in base a una precisa scelta che è dettata da qualsiasi altra cosa che non corrisponda al nome di paura. Un essere dignitoso si prende cura di se stesso così come farebbe con qualsiasi altra persona. Un essere dignitoso rimane tale anche nella povertà, nella solitudine, nella malattia o nella vecchiaia.
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mercoledì 20 giugno 2012

Maestro Cocciante, grande come sempre!



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martedì 19 giugno 2012

Il giorno del Jolly


Quel mondo che dalle sbarre della tua piccola finestra
vedevi come un ammasso intricato di edera
ti rivelerà tutti i suoi colori


La dilatazione del tempo
e i tuoi occhi chiari...
Quale primula potrà mai sbocciare
se compressa sotto coltri di pesanti mattoni
che le tolgono l'aria?
Giosafatte scappa e poi ritorna
milioni di strade
e chi poi mai l'ha detto
che la mia sia meno ripida?
Ti consegno a quella brezza
chiamata libertà
le alte pareti rocciose
sopra le quali bisogna librarsi
le infinite profondità
degli oceani
ove sembra scuro ogni anfratto
finchè non lo cogli in vicinanza.
Le quinte giuste son cose ordinate
ma senza alcuna emozione.
Torna al tempo della meraviglia
e supera ogni irrequietezza.
Quel mondo che dalle sbarre della tua piccola finestra
vedevi come un ammasso intricato di edera
ti rivelerà tutti i suoi colori
e lo splendore dei suoi pesci trasparenti e colorati.
Calza i sandali e vieni fuori
la luce ti sembrerà accecante all'inizio
e sarai forse timoroso di varcare la soglia.
Ma tu scendi in giardino e annusa ogni fiore
ascolta il vento tra le campane del borgo.
Il castello è distante dal villaggio
ma in due ore di cammino
raggiungi il mercato
la Regina di cuori ha il suo piccolo alambicco
e tra le mille voci il giallo e il rosso esplodono.
Oggi è il giorno del jolly
e il mazzo fa il suo girotondo.
Non recitare la tua frase
ma guida la danza
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sabato 16 giugno 2012

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giovedì 7 giugno 2012

Doris

L'avevo già vista mille volte: il mondo è pieno di Doris. Sono donne giovani e dolci che siedono nella veranda sognando l'amore, scrutando le stelle nel cielo della notte e inebriandosi dei profumi dell'estate. Sono come specchi, e l'immagine che hanno di loro stesse non è che un riflesso delle persone più importanti della loro vita. Donne che traggono il senso del proprio valore dai servizi resi agli altri, sopravvissute uccidendo a poco a poco le proprie aspettative. Donne che un mattino si svegliano infuriate. (P. CORNWELL, QUEL CHE RIMANE) Leggi tutto...

mercoledì 6 giugno 2012

Settima di dominante (o dei diversi modi d'amare)

E poi c'erano gli altri. Quelli che non erano portati alle dichiarazioni pubbliche in pompa magna. Quelli che eri certa ci sarebbero sempre stati, a dispetto del tempo, e del meteo dei tuoi umori.


E alla fine la madre di tutte le incomprensioni era quella. Che ognuno aveva un modo diverso d'amare, ed era convinto che fosse l'unico, universalmente accettato e praticato. Sempre uguale per tutti. C'era chi lo dimostrava con imprese mirabolanti, a volte al limite del masochismo o del disprezzo del pericolo. Chi macinava giornalmente chilometri e chilometri solo per guardarti negli occhi. Chi si preoccupava di assicurarti sempre e comunque che mai i tuoi guai sarebbero rimasti senza soluzione, che nessuno avrebbe potuto osare solo pensare di alzare un dito contro la tua persona senza conquistarsi una prognosi di sei mesi. C'erano quelli per i quali l'unico modo di mostrare amore era accumulare soldi su soldi, perchè la loro donna non avesse mai a sentirsi inferiore a nessuno. Quelli convinti di dimostrare il proprio affetto attraverso il mostro dagli occhi verdi. E poi c'erano gli altri. Quelli che non erano portati alle dichiarazioni pubbliche in pompa magna. Quelli che eri certa ci sarebbero sempre stati, a dispetto del tempo, e del meteo dei tuoi umori. Quelli di cui a volte neanche notavi la presenza ma che stavano silenziosi alle tue spalle attendendo il momento nel quale avresti avuto bisogno di loro. Quelli che non ti rimproveravano mai la tua assenza ma aspettavano pazienti il tuo ritorno. Quelli per i quali eri Tu e non la brutta o bella copia di un altro. Che accettavano ciò che davi loro senza mai calcolare cosa stava sull'altro piatto della bilancia. Coloro che forse non t'avrebbero mai e poi mai detto che t'amavano. Ai quali non importava se fossi una tonica, una mediana o una sensibile, perché a loro non serviva risolvere la loro dissonanza. Quelli che sapevi t'avrebbero accolto sempre con un sorriso, qualsiasi cosa tu avessi fatto o detto nel frattempo. Che erano il tempio nel quale tutte le tue colpe sarebbero state perdonate. Quelli sui quali potevi buttare tutto il marciume accumulato dalla tua anima sapendo che te l'avrebbero restituita linda. Leggi tutto...

martedì 5 giugno 2012

Ci sono due lupi in ognuno di noi. 
"Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo." 
"E l’altro?" "L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede." 
"E quale lupo vince?" "Quello che nutri di più". (Giorgio Faletti) Leggi tutto...